Live music a New York

Premessa dovuta. Non conosco (purtroppo) New York alla perfezione.
Dovrete quindi affidarvi al mio gusto prettamente personale e di conseguenza sindacabile.
Questi alcuni dei locali dove sono stata e dove vi consiglierei di andare a New York. Posti in cui poter ascoltare dell’ottima musica a prezzi spesso molto convenienti (tra i 15 dollari e i 20 dollari).
Il consiglio è sempre quello di controllare le programmazioni musicali prima di partire e, se possibile, acquistare i biglietti per evitare eventuali file.
Non mi rimane quindi che augurarvi di farci un salto… 🙂

Cafè Wha? – 115 Macdougal St (Greenwich Village). Qui hanno suonato musicisti come Jimi Hendrix e Bob Dylan. Tanto blues in uno di quei locali un po’ bui che volevo tanto assaporare a New York. Tavoli attaccati al palco. Coinvolgimento allo stato puro. La House band con il tribute a Jimi Hendrix è stata una piacevole scoperta.

IMG_4883

Cafè Wha?

The Smalls Jazz Club – 183 W 10th St (Greenwich Village). Un piccolo locale sotterraneo con un’atmosfera jazz di altri tempi.

Brooklyn Bowl – 61 Wythe Avenue. Un’istituzione, un posto incredibile. Di quelli che entri ed è subito energia (vedi sotto).

Village Vanguard – 178 7th Ave S (Greenwich Village)

DROM – 85 Avenue A, between 5th St & 6th St (East Village). Ci ho visto un concerto di musica klezmer incredibile alle 5 di pomeriggio. Per me è già super.

IMG_4979.JPG

DROM

Dizzy’s Club Coca Cola – Broadway and 60th Street, 5th floor

Un locale invece molto interessante per serate più alternative è House of Yes – 2 Wyckoff Ave (Brooklyn)

Concerto al Brooklyn Bowl di Corey Glover (cantante dei Living Color). Corey Glover & Roosevelt Collier performing the album “Bill Whiters: Live from Carnegie Hall” Vedi qui il videoIMG_5177

E qui un piccolo aiutino se dovessi essere riuscita a convincervi 😉

CafeWah_Smalls_Village

Bisogna ammettere che il Greenwich Village regala grandi comodità…

DROM

Un week-end a Roma

Chi mi segue sul blog sa quanto ViaggioInProgress sposi la cultura del viaggio in ogni forma e linguaggio e quanto io sia convinta della non necessità di circumnavigare il globo per conoscere storia e bellezza. La parola chiave di tutto è sempre la stessa, curiosità. E’ sempre in essa che si custodiscono i segreti più belli. Se hai la fortuna di vivere in un Paese ricco di patrimonio storico ed artistico, la possibilità di impregnarsi di arte e cultura è incessante, così come la possibilità di confrontarsi con la bellezza. Ma tutto ruota attorno alla curiosità e al desiderio di conoscenza.

Vivo da anni a Roma, città d’arte per eccellenza. Ho visitato la maggior parte dei suoi palazzi nobiliari, gallerie, musei. Quando non posso viaggiare in giro per il mondo viaggio dentro Roma. Spesso mi chiedo quanto i romani conoscano realmente la loro città e i suoi spazi museali ed archeologici.

In una città come Roma, così come in tante altre città italiane, un week-end può rappresentare un’occasione speciale per scoprire alcuni gioielli senza dover percorrere chilometri. E’ un po’ per questo motivo che dedico questo post a Roma e a coloro che vogliono ritagliarsi una giornata o due alla scoperta di alcuni suoi musei a costi accessibili.

Perché accessibili?

Perché sapete che al prezzo di 7 euro complessivi è possibile accedere a ben 4 siti diversi, ovvero alle 4 sedi del Museo Nazionale Romano?

E sapete che queste 4 sedi sono Palazzo Massimo, Terme di Diocleziano, Palazzo Altemps e Crypta Balbi?

Un biglietto unico, utilizzabile nell’arco di 3 giorni, per 4 musei.

E allora, vivendo in questa città da tempo, se posso consigliarvi, vi propongo un itinerario di questo tipo (in un’unica giornata ma anche tranquillamente in due):


1° tappa Palazzo Massimo, che custodisce una grande e inaspettata collezione di arte classica e scultorea. Una volta usciti dal Museo basta attraversare la strada per arrivare alle Terme di Diocleziano

2° tappa Terme di Diocleziano, le più grandi terme di Roma Antica. Una volta usciti dalle Terme, recatevi alla fermata Repubblica e prendete l’autobus n. 64, direzione Stazione San Pietro. Dopo circa 6 fermate scendete alla fermata Plebiscito e, con una breve passeggiata, arrivate alla Crypta Balbi in Via delle Botteghe Oscure


3° tappa Crypta Balbi, in pratica un museo di archeologia urbana. Da qui in 10 minuti di passeggiata lungo Corso Rinascimento arrivate a Palazzo Altemps.

4° tappa Palazzo Altemps, straordinario per la sua eleganza cinquecentesca.


Non mi rimane che accogliervi qui a Roma ed augurarvi buon week-end!

I pensieri come le rondini

Arrivano all’improvviso. I pensieri intendo. I pensieri di quelle sere in cui chiudi la porta al mondo, all’umanità. Ed è lì che li trovi, pronti ad aspettarti con il loro carico di significato e di emozioni.

Basta una canzone, una di quelle che ti trafiggono e ti mettono in pace proprio con quel mondo che il giorno dopo è ancora lì a salutarti.
“…E con la polvere dei sogni volare. Al fresco delle stelle anche più in là.
Sogni, nel mare dei sogni. Vorrei girare il cielo come le rondini…E come loro quando è la sera chiudere gli occhi, con semplicità…”

La vita che accade

Sei mesi dal mio ultimo post. Tanti.
Ma la vita a volte regala esperienze che destabilizzano l’animo e la quotidianità stessa. Disorientano, confondono. E bisogna aspettare un po’ di tempo prima di accorgersi che anche nell’instabilità delle cose è possibile trovare il giusto equilibrio.
E dopo tutto questo tempo, mi vien da pensare che alla fine ho viaggiato più in tutti questi mesi che in tanti anni in giro per il mondo.
Le cose accadono e ti segnano. E quel segno non è nient’altro che “la vita che accade”. La vita  che di solito ti sfiora perchè accade agli altri, quella che pensi essere sempre lontana da te, quella che non scegli ma che poi accetti con maturità.
Ed in questo mio ritorno su Viaggio In Progress, torno con occhi nuovi, con uno spirito nuovo alla vita.
E nel farlo, vorrei condividere con voi un progetto che è l’emblema di un viaggio, di un viaggio personale ed intimo. Forse anche vicino al mio concetto di vita che accade.
Quello di Giovanni Cocco, un fotografo italiano, oltre che amico, che da qualche giorno ha lanciato una campagna di crowdfunding per il suo (premiato) progetto fotografico “MONIA”. Un lavoro a lungo termine sulla vita di sua sorella e sulla sua stessa vita.

“Vorrei che le mie foto portino Monia in tutti i posti dove non può andare. E vorrei che chi guarda possa entrare per un momento nel suo universo”

Vi invito a guardare alcuni dei suoi momenti (e se volete a sostenerlo anche con 5 euro). Perché l’arte in Italia va incentivata, resa accessibile, condivisa.
Qui la piattaforma di crowdfunding http://www.kisskissbankbank.com/monia.

Buona visione e ben ritrovati.

Monia_Def_22Monia_Def_12Monia_Def_15Monia_Def_30

NOTE di viaggio – Gustav Mahler 

Quasi certamente in pochissimi ascolteranno questi 10 minuti di movimento.
Ma credetemi, sarebbe un peccato. Perchè è l’unico modo per capire cosa sia davvero l’Arte. Quell’arte imperitura che solo pochi eletti hanno la possibilità di creare.
Un dono concesso a pochi nella storia, e che solo le anime tormentate possono regalarci.
Mahler lo scrisse nei primi del 900. Archi e arpa. Ci rimise mano tre, quattro, cinque, sei volte. Mai contento. Sempre insoddisfatto.
Chissà se alla sesta volta capì di aver creato quella che per me è la perfezione. Forse no.
Siamo piccoli. Infinitamente piccoli. Troppi ormai a rincorrere ogni giorno una piccola gloria individuale per ritenersi artisti.
Quando la storia di un uomo, con i suoi tormenti, le sue tensioni, il suo genio, ci si incolla addosso a distanza di più di 100 anni, vuol dire che quell’uomo ha creato la bellezza.
Sinfonia n. 5 in do diesis minore “Adagietto”: un monumento a tutto questo.
E’ Arte al servizio della bellezza.

My Berlin stories

Al numero 9 di Linden Strasse, a Berlino, all’interno di quattro incombenti mura, c’è uno spazio vuoto. Un vuoto popolato da migliaia di anime.
Uno spazio di memoria in cui l’uomo può entrare. Diecimila facce di acciaio stese sul pavimento, come foglie cadute, che ti guardano dal basso.
Sanno che presto, come in tutte le guerre, si finirà con il calpestarle ascoltando il loro dolore, le loro grida e avvertendo la loro angoscia.
E’ un’installazione dell’artista israeliano Kadishman.
Quei 10.000 volti di acciaio sono lì per rappresentare non solo gli ebrei ma le tante vittime di odio e violenza nel mondo.
Ogni visitatore è invitato a camminare lungo quel tragitto. Non abbiate paura di “interagire” con essa. Non è mancanza di rispetto come alcuni possono pensare. E’ una installazione, è l’arte al servizio della percezione e della riflessione.
Dopo il rumore echeggiante di quei volti d’acciaio sotto i piedi, noi usciremo da quella stanza. Quelle anime non avranno avuto la possibilità di vedere la luce.

Judische Museum
Lindenstraße 9-14, Berlino
8 euro
Copia di IMG_1439Copia di IMG_1430Copia di IMG_1452

Cuba: casa particular

Pochi posti al mondo riescono ad essere seducenti e decadenti come Cuba.
Così seducente da rendere superflue le solite descrizioni sull’architettura coloniale dei palazzi de L’Habana Vieja e di Trinidad, o sulle piantagioni di tabacco, o sulla malinconica finestra sull’oceano del lungomare Malecón.
Il mio viaggio a Cuba risale al 2008. Diverse cose nel frattempo sono cambiate (tra queste anche una ripresa dei rapporti diplomatici con gli Stati Uniti) ma tante altre credo siano rimaste invariate, nel bene e nel male.
Il mio punto di partenza alla fine è sempre lo stesso: come vivere al meglio un luogo? E la risposta è che indipendentemente dagli itinerari che vi siete prefissati, Cuba va assaporata condividendo abitudini, sapori e ritmi con i cubani.
Prenotare un hotel non avrebbe molto senso in questo Paese. Cuba va vissuta con i cubani. Dormire nelle loro “casas particulares” è un’esperienza unica. Una tipologia di sistemazione (molto simile ai nostri bed&breakfast) nata qualche decennio fa, quando il governo cubano concesse ai suoi abitanti la possibilità di affittare ai turisti camere delle proprie abitazioni per una forma privata di sostentamento.
Un minimo di spirito di adattamento è d’obbligo, soprattutto nelle case delle zone più rurali come Pinar del Rio, ma andare a Cuba senza entrare in contatto con la gente che la abita significa perdere il suo vero spirito.
Vi riporto il link ufficiale dove prenotai le case di Trinidad e dell’Avana, http://www.casaparticularcuba.org/searchcasa.asp. In questo sito è possibile farsi un’idea della casa dove si andrà ed entrare direttamente in contatto con i proprietari. Troverete le case legalmente autorizzate, ovvero quelle che riportano lo specifico simbolo celeste all’ingresso.

Non mi rimane che augurarvi di vivere questa esperienza.

Casa particular L'Habana (Vedado)

Casa particular L’Habana (Vedado)

cuba 043cuba 208

Quel gene maledetto

“La voglia di viaggiare sta scritta in un gene”. Non sono diventata nè una scienziata nè una ricercatrice. E’ semplicemente il titolo di un articolo dell’Huffington Post segnalatomi ieri da un amico. Cerco di sintetizzarvela in poche parole.
Sembrerebbe che il bisogno di viaggiare o di partire continuamente sia legato ad una sorta di “gene del viaggio”. Mi era sembrata una notizia dai tratti quasi romantici, su cui poter fare voli pindarici con la fantasia: raccontare le storie di donne e uomini che, d’impulso, abbandonano la loro routine trascinati da un bisogno irrefrenabile di migrare. Una sorta di impeto violento che iniziava a farli camminare felici senza meta, senza bagagli, soldi, fronzoli.
Ma torno alla realtà nel momento in cui vado avanti con l’articolo…
Questo povero “genetto”, che per centinaia di anni se ne stava nascosto nel DNA di grandi esploratori, viaggiatori, navigatori, letterati, silenzioso e felice del suo ruolo magico, d’un tratto viene scoperto. Il linguaggio cambia e si inizia a parlare di ‘recettore della dopamina D4’, anzi per essere precisi, di DRD4 7r.
Dopo secoli, insomma, questo gene finisce con l’avere il nome di un virus, di una cometa, di un cellulare …una sorta di nuovo sfigatissimo battesimo.
Alla fine sorrido.
La scienza è una cosa meravigliosa ma a me non interessa sapere se il desiderio di partire sia scientifico. Non mi interessa sapere se il mio livello di DRD4 7r sia alto, altissimo o basso, bassissimo.
Se questo gene sia aggrappato o meno al mio DNA non lo saprò mai.
Quello che so è che non parto per il bisogno di lasciarmi alle spalle casa o la routine, o “per sentirmi viva”.
Viaggio perché mi piace vivere su pelle una tradizione, un’esperienza. Viaggio perché mi piace esprimere un’opinione dopo aver visto con i miei occhi un luogo, una cultura.
Viaggio perché, probabilmente, forse alla fine è quello che so fare meglio.IMG_7421low

Londra: una domenica per mercati

Metti che una domenica ti trovi a Londra. Metti che hai voglia di visitare alcuni dei suoi “market” più conosciuti. Metti che non vedi l’ora di assaporare un’atmosfera davvero londinese ma con contaminazioni internazionali…metti tutto questo e non ti resta che raggiungere l’East End di Londra.

In quest’area ci sono alcuni degli angoli più interessanti della città a mio parere.
Una passeggiata che parte dallo storico mercato di Spitafield per arrivare a Brick Lane e poi concludere il giro tra le strade del quartiere Shoreditch, uno dei miei preferiti.IMG_6856

ITINERARIO
Fermata Metro Liverpool St.

All’uscita proseguite su Bishopsgate e poi Brushfield St. Sulla sinistra trovate l’Old Spitafield Market, un mercato coperto in stile vittoriano, con bancarelle che vanno dall’abbigliamento ai dischi.
Probabilmente il meno interessante per gli acquisti ma è comunque uno dei più antichi mercati della città.IMG_6855
Attraversate il mercato sbugando poi su Commercial St. Sulla destra trovate la chiesa di Spitafield, prendete la Fournier St che arriva proprio su Brick Lane.
Brick Lane è una strada lunga quasi 1 km ed è famosa non solo perchè ospita uno dei mercati più conosciuti al mondo, ma perchè negli anni, l’area che la circonda è diventata una sorta di “bangla area”, una zona che ospita una grande comunità asiatica.IMG_6849
Il mio consiglio è quello di passeggiare non solo per la via principale ma di vivere anche le vie laterali. Al 91 Brick Lane, ad esempio, imbucate la piccola strada per fare un salto al Rough Trade, un negozio di musica da non perdere.IMG_6854
Oppure ad Hanbury St per fare un salto al negozio Absolute Vintage e poi entrare in tutti i mercatini vintage come il Backyard market e il Sunday Up Market.IMG_6847IMG_6846IMG_6850

Per uno spuntino avrete l’imbarazzo della scelta tra i tanti banchi di cucina street food.
Oppure arrivate al 159 di Brick Lane, al Brick Lane Bakery, per un bagel molto conosciuto a Londra (ma preparatevi ad una fila lunghissima).IMG_6853

2015

Dedico l’ultimo post di questo 2014 a voi.
A chi mi segue da quando è nato Viaggio in Progress, ma anche a chi mi segue solo da qualche giorno. Una dedica ad ognuno di voi.
A chi ho imparato a conoscere attraverso i commenti, le opinioni di vita vissuta, le dediche.
A chi imparerò a conoscere attraverso le proprie esperienze, i propri occhi sul mondo.
A chi mi segue costantemente ma in silenzio.
A voi tutti, uno per uno, auguro che…

Che sia un 2015 di talenti riconosciuti, di arte, di scienza, di nuove tecnologie al servizio dell’uomo, di bellezza per gli occhi.
Che sia un 2015 senza coloro che non fanno altro che lamentarsi dell’Italia e degli italiani e che alla fine non espatriano mai.
Che sia un 2015 di libera e non ostacolata interpretazione.
Che sia un 2015 di grandi riflessioni, di momenti difficili non evitati e di decisioni ragionate.
Che sia per tutti un 2015 di viaggi mentali, di partenze per luoghi indefiniti e di ritorni carichi di consapevolezza, verso luoghi immaginari senza confini territoriali, come dovrebbe essere in realtà la geografia.

Abruzzo, dicembre 2014

Abruzzo, dicembre 2014

Come arrivare a Marsiglia

Per arrivare dall’aeroporto al centro di Marsiglia (oltre ovviamente al taxi – circa 50 euro), consiglierei l’opzione pullman. Un tragitto diretto di circa 25 minuti; il capolinea è alla stazione centrale Saint Charles.
Si sale al Terminal 3 e il biglietto non si acquista a bordo ma nella biglietteria di fronte alla fermata. Costo andata/ritorno 13,50. Partenza ogni 15 minuti. Durante la notte sono previsti pullman che coincidono con gli arrivi delle low cost.
E’ possibile inoltre prendere il treno (che costa un po’ meno) dal Terminal 1 ma per arrivare alla “gare” bisogna prendere una navetta per fare un breve tragitto.

/home/wpcom/public_html/wp-content/blogs.dir/011/41655166/files/2014/12/img_5849.jpg

La Siria di oggi

La Siria di oggi è estranea ai miei ricordi di una terra maestosa, ospitale, di splendore paesaggistico e architettonico.
Quasi nulla credo sia rimasto di quello che  conservo nei ricordi. Quasi nulla credo sia rimasto alla gente che lì continua a vivere. O forse a sopravvivere.
Chi non ha mai avuto la possibilità (o l’interesse) di visitare un paese arabo/musulmano deve capire che il Califfato, l’ISIS, o anche detto IS, non ha nulla a che vedere con l’Islam. Il Califfato insediatosi in Siria non è la Siria. Si proclama Stato Islamico dell’Iraq e della Siria ma è in realtà un vero e proprio esercito estremista.
E l’estremismo non è l’Islam.
L’estremismo, in ogni parte del mondo, è una radicalizzazione delle scritture sacre (in questo caso, del Corano) con finalità politico-demagogiche e non una religione. Provo rabbia e distanza quando l’ignoranza delle persone scade nel giudicare ciò che non si conosce e nello “stigmatizzare” tutto come musulmano, quasi fosse un’etichetta anziché un aggettivo, come cristiano per fare un esempio. Perché di questo si tratta in molti casi, non di libertà di espressione ma di reale giudizio e pregiudizio.

La Siria non è più se stessa da anni, non lo era già dalla repressione del regime di Assad contro coloro che rivendicavano solo libertà, diritti e dignità.
E se nei miei ricordi i bambini giocavano per le strade di Damasco come ogni altro bambino oggi, molti di quei bambini, vengono “plasmati” dai jihadisti.

E quando poi per anni la violenza diventa quotidiana, si finisce con il dimenticarla e inserirla nell’ordinario perché a noi lontana…
Che poi, a guardarla bene, così lontana non è più._MG_5365

Massive Attack – Teardrop

Bristol, una delle città inglesi musicalmente più in fermento.
Qui, negli anni Novanta, esplode un nuovo genere, dirompente, innovativo, tangibile a qualsiasi timpano.
Una vera e propria identità musicale che ha caratterizzato Bristol e, subito dopo, tutto il panorama mondiale musicale, il trip-hop.
A farsi da ambasciatori di questo nuovo modo di fare musica “underground” sono i Massive Attack che poco dopo arrivano alla cosiddetta “dark-wave” con uno tra gli album più conosciuti: Mezzanine.
E’ con Teardrop che secondo me i suoni dark raggiungono il loro massimo splendore, alterando il battito cardiaco, quasi a omologarlo alle pulsazioni cardiache di inizio brano.
Ecco un nuova NOTA di viaggio.

..Teardrop on the fire, fearless on my breath… / .. Lacrima sul fuoco, intrepida nel mio sussurro..

La Domus Aurea di Roma

Tre settimane fa lessi della riapertura della Domus Aurea durante i lavori: una visita di 15 minuti, solo il sabato e la domenica.
Dopo tanti anni riapre uno dei miei sogni nel cassetto, mi dico.
Quella che fu la villa di Nerone. Mi affretto in 3 minuti nell’acquisto on-line della visita.
Fino a fine dicembre solo 4 posti disponibili. 15 euro circa per 15 minuti. Compro. Li vale tutti, mi dico. E contribuisco al suo restauro. Dopo 2 giorni un sms mi informa che la transazione, x motivi legati al sistema, non è andata a buon fine. Non ci credo mi dico. Questo è un incubo. Mi rassegno. Qualche giorno fa leggo un articolo su L’Espresso. Di quegli euro solo un terzo sembrerebbe finire nelle casse del Ministero. E gli altri mi dico? Gli altri finiscono nei concessionari privati, alla Electa e alla Coopculture.
Senza entrare nelle solite tematiche politiche e populiste troppo lontane dal mio modo di vivere e pensare mi chiedo… Avete mai guardato le riprese dei restauri?
Mai osservato la passione e la competenza di chi trascorre giornate a risistemare anche un solo centimetro di quegli affreschi?Spesso a pochi euro…
Ecco io vorrei leggere a volte di loro.
E di quanto sia unico e invidiabile riportare in vita la storia.
E la bellezza…
In questo breve video, la domus attraverso un punto di vista (esterno) diverso.

Mangiare a Marsiglia. Conosco un posticino

A Marsiglia, quasi ai piedi della Cattedrale, c’e’ un posticino in cui, una volta suonato il citofono, ti accolgono come in una vera e propria casa.
L’atmosfera e’ simile a quella di un paladares cubano. Familiare e genuina.
Si mangia quello che offre la casa quel giorno, senza pretendere piatti troppo elaborati. La proprietaria si aggira tra i tavoli con grande cordialita’ e simpatia. Il prezzo neanche a dirlo (9,50euro per menu del giorno).
Una storia di viaggio da raccontare piu’ che un pranzo.
Tutto questo e’ l’esperienza a le Panier Gourmand ( 5 Rue Four du Chapitre).
Qualora andaste…mi raccomando, si entra solo se suonate al citofono.

IMG_5870.JPG

Lucio Dalla – Com’è profondo il mare

Le mie NOTE di viaggio oggi le dedico a Lucio Dalla.
Al mondo visionario, irrequieto, riflessivo, intenso, di Lucio Dalla.
Canzoni rimaste nella storia della musica. Parole rimaste nella storia della musica. Parole rimaste nella storia delle parole.
Questa che pubblico è “Come è profondo il mare”, una tra le mie canzoni preferite.
Contenuta nell’album omonimo del 1977 “Com’è profondo il mare”. E qui, navigando in una specie di mare di fuoco, di viaggi insieme ne possiamo fare tanti.

“…Con la forza di un ricatto L’uomo diventò qualcuno Resuscitò anche i morti Spalancò prigioni Bloccò sei treni Con relativi vagoni Innalzò per un attimo il povero Ad un ruolo difficile da mantenere Poi lo lasciò cadere A piangere e a urlare Solo in mezzo al mare Com’è profondo il mare…”.

La Costa de la Luz in Andalusia

E’ piuttosto inutile cercare di spiegare a parole la Costa de la Luz, la costa meridionale della Spagna che si estende da Tarifa a Cadice.
Sicuramente più utile può essere raccontarvela con qualche immagine, per trasmettere quel senso di immensità e serenità che si respira di fronte all’Oceano. Playa de Bolonia, Zahara de Los Atunes, Conil de la Frontera, Caños de Meca, Faro di Trafalgar, Cadice. Sono solo alcune delle diverse località di mare dove poter soggiornare, con un alternarsi di calette e spiagge infinite.
Quello che è certo è che questa costa della Spagna vive di ritmi, colori e sapori unici.IMG_7770low_m

IMG_7996low_mIMG_7939low

IMG_8006lowblogIMG_4800low

IMG_4801lowblogmappa

Chambao – Playa de Barbate

Non pubblicavo un post musicale da tempo. Le mie famose NOTE di Viaggio.
Senza alcun motivo specifico in realtà.
Poi ieri sera, ripescando un cd che non ascoltavo da 5-6 anni credo, ho pensato fosse il momento di rifarlo. Ispirata.
Il cd in questione è Flamenco Chill. Non fatevi ingannare dal titolo. Non si tratta della solita musica lounge da aperitivo, ma di una commistione di suoni andalusi e chill-out appunto.
L’invenzione di un gruppo andaluso, i Chambao, che ne primi anni del 2000 lanciarono questo loro primo album.
Una mescolanza di note andaluse, gitane, con i suoni dell’elettronica. Otto loro brani misti a canzoni di altri autori che li hanno ispirati.

Se vi ho incuriositi ascoltate questo pezzo. Poi mi direte.