NOTE di viaggio – Gustav Mahler 

Quasi certamente in pochissimi ascolteranno questi 10 minuti di movimento.
Ma credetemi, sarebbe un peccato. Perchè è l’unico modo per capire cosa sia davvero l’Arte. Quell’arte imperitura che solo pochi eletti hanno la possibilità di creare.
Un dono concesso a pochi nella storia, e che solo le anime tormentate possono regalarci.
Mahler lo scrisse nei primi del 900. Archi e arpa. Ci rimise mano tre, quattro, cinque, sei volte. Mai contento. Sempre insoddisfatto.
Chissà se alla sesta volta capì di aver creato quella che per me è la perfezione. Forse no.
Siamo piccoli. Infinitamente piccoli. Troppi ormai a rincorrere ogni giorno una piccola gloria individuale per ritenersi artisti.
Quando la storia di un uomo, con i suoi tormenti, le sue tensioni, il suo genio, ci si incolla addosso a distanza di più di 100 anni, vuol dire che quell’uomo ha creato la bellezza.
Sinfonia n. 5 in do diesis minore “Adagietto”: un monumento a tutto questo.
E’ Arte al servizio della bellezza.

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