La Siria di oggi

La Siria di oggi è estranea ai miei ricordi di una terra maestosa, ospitale, di splendore paesaggistico e architettonico.
Quasi nulla credo sia rimasto di quello che  conservo nei ricordi. Quasi nulla credo sia rimasto alla gente che lì continua a vivere. O forse a sopravvivere.
Chi non ha mai avuto la possibilità (o l’interesse) di visitare un paese arabo/musulmano deve capire che il Califfato, l’ISIS, o anche detto IS, non ha nulla a che vedere con l’Islam. Il Califfato insediatosi in Siria non è la Siria. Si proclama Stato Islamico dell’Iraq e della Siria ma è in realtà un vero e proprio esercito estremista.
E l’estremismo non è l’Islam.
L’estremismo, in ogni parte del mondo, è una radicalizzazione delle scritture sacre (in questo caso, del Corano) con finalità politico-demagogiche e non una religione. Provo rabbia e distanza quando l’ignoranza delle persone scade nel giudicare ciò che non si conosce e nello “stigmatizzare” tutto come musulmano, quasi fosse un’etichetta anziché un aggettivo, come cristiano per fare un esempio. Perché di questo si tratta in molti casi, non di libertà di espressione ma di reale giudizio e pregiudizio.

La Siria non è più se stessa da anni, non lo era già dalla repressione del regime di Assad contro coloro che rivendicavano solo libertà, diritti e dignità.
E se nei miei ricordi i bambini giocavano per le strade di Damasco come ogni altro bambino oggi, molti di quei bambini, vengono “plasmati” dai jihadisti.

E quando poi per anni la violenza diventa quotidiana, si finisce con il dimenticarla e inserirla nell’ordinario perché a noi lontana…
Che poi, a guardarla bene, così lontana non è più._MG_5365

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8 thoughts on “La Siria di oggi

  1. Ho letto tutti i tuoi post sulla Siria. Ti ringrazio per avermi fatto conoscere meglio un luogo che mi ha molto emozionato nel mio breve soggiorno a Damasco e di dare voce ad un popolo a cui, ormai, nessuno da più retta.
    (Anch’io sono arrivato in Siria in macchina dal Libano).

  2. Gent.ma Tina,
    molte volte per noi occidentali è più facile generalizzare piuttosto che andare a capire e così ci perdiamo molte cose.
    Dall altra parte esiste anche una forza estremista religiosa che distrugge culture; a partire dai bambini che sono il futuro di tutti. Quello che mi dispiace è che non c è nulla che possa fermare questa frangia estremista e la guerra non credo che sia la soluzione.
    Grazie , ti seguo sempre e come sempre i tuoi post fanno riflettere.
    .max

  3. Bellissimo post. Come è tristemente vero che quando tutto rientra nella quotidianità e nell’ordinario si tende ad accettarlo come dato di fatto, senza neanche provare più a giudicarlo e a contestarlo. E come ormai ci si interessi a eventi così gravi e drammatici solo se vengono proposti con lo schiaffo prepotente delle immagini, che ci fa vacillare sul momento, ma poi tutto viene rimosso perché “lontano”. Questa capacità nell’allontanare dai nostri pensieri ciò che apparentemente non ci appartiene, questo etichettare con troppa facilità tutto ciò che non capiamo, e che sembra non si abbia più voglia di comprendere.

  4. Così lontana non è più ma anche se lo fosse la ferita sanguina, dovrebbe sanguinare anche per noi,
    Gli estremismi, e noi ne sappiamo qualcosa, sono il male endemico dei Paesi al di l+ della cultura del popolo.

    Grazie Ida per avermi ritrovata.

    sheraUnabbraccioaffettuosissimissimomentrefuoripiove

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