Quartiere Monti. Roma

Succede a Roma. Succede che passeggi per via Urbana, per Via Panisperna (metro B, fermata Cavour), alzi lo sguardo per caso su uno dei tanti palazzi del quartiere, sentendoti osservato e…trovi lui. Vedetta lombarda. Con i suoi amici nella finestra accanto.

IMG_4450.JPG

Annunci

New York stories 1

E’ la prima di una serie di racconti. Troppo è stato detto su New York e troppi sono i siti che descrivono bene e consigliano itinerari in questa città.
Io vorrei raccontarvela a modo mio, attraverso i miei occhi, le mie foto e racconti. Le storie sono ovviamente frutto della mia fantasia, ma ogni riferimento e
informazione su luoghi, angoli, ristoranti è assolutamente vera e voluta. Un modo un po’ diverso insomma per darvi qualche dritta….

Era lì, in mezzo ad una folla incostante, ad un traffico arrabbiato e rumoroso.
Guardava il suo iPad. Aveva appena attraversato la 47th street. Era finalmente arrivata a Times Square. Si era messa in fila davanti al TKTS, il botteghino della società del Theatre Development Fund che vende ogni giorno i biglietti scontati per gli spettacoli di Broadway.
Assorta nel suo mondo. Senza rendersi conto che, attorno a lei, il mondo reale si era praticamente sdoppiato.
Ed ora, lei, era esattamente al centro, tra il mondo reale e il mondo riflesso.
IMG_6307m

Una città dall’alto

A volte non serve dover immaginare troppo per poter osservare una città dall’alto.
Ripescando qualche foto del mio viaggio a Dubai, e della mia salita sul grattacielo più alto del mondo, il Burj Khalifa, è semplice capire quello che intendo. Qualche informazione più dettagliata su un vecchio post “Sulla vetta del Burj Khalifa”IMG_0301IMG_0239IMG_0254

Luoghi di frontiera

Ci sono luoghi che, anche se non lo sono, sembrano nascere davanti ai tuoi occhi come se fossero posti di frontiera.
Punti in cui incontrare l’inesplorato. Momenti di contatto. Linee di demarcazione tra chi è dentro e chi è fuori. O ancora “dove” che possono rappresentare opportunità o occasioni da cui fuggire.
I luoghi di confine assumono da sempre significati diversi. E da sempre, qualunque sia la loro vera natura, intimoriscono e incuriosiscono.

Battersea - London (2014)

Battersea – London (2014)

Storia di un gabbiano romano

Era lì che mi guardava. Mi studiava. Mi trovava buffa, osservava quell’aggeggio nero puntato davanti al becco, che ogni tanto faceva clic.
Aveva alle spalle un tramonto caldo, su una terrazza privilegiata sempre pronta ad accoglierlo, ogni sera.
Mi ritrovai nei suoi occhi. Ci osservavamo. Lui era cosi infinitamente più regale, libero e padrone della città che finii con l’abbassare lo sguardo per prima. E vinse. Lasciandomi poi sola.

20140324-001424.jpg

20140324-001517.jpg

La grande bellezza

E’ sempre un gran parlare ormai su La Grande Bellezza. Opinioni intellettualoidi diffuse o derivate su cinema, su una Roma socialmente decadente, su una bellezza estetica che sembra essere stata scoperta solo attraverso gli occhi di Sorrentino. Sapete invece dov’e’ la vera grande bellezza? E’ nelle ore di tramonto a Roma. Perche la grande bellezza non e’ un film. E questo e’ il grande
acquedotto.

20140308-193414.jpg

20140308-193452.jpg

20140308-193523.jpg

20140308-193554.jpg

Welcome to London

Un minuto e 22 secondi. Questo il tempo per raccontarvi la mia Londra tutta personale. Ma questa volta, anziché farvi leggere, voglio farvi vedere un video completamente “home-made”, con alcune delle immagini scattate durante il mio recente viaggio a Londra.
Un ringraziamento particolare a Zmàn per avermi concesso l’uso di uno dei suoi brani.

Cappadocia: la natura dall’alto

E dopo dopo ore di macchina e centinaia di chilometri di steppa quasi ripetitiva si giunge sopra un promontorio tufaceo, silenzioso e spopolato.
Sembra un luogo indipendente dal mondo, dove la natura decide da sola le proprie forme. Morbide, colorate, avvolgenti.

_MG_6844

Vi è mai capitato di respirare serenità in un posto che, in realtà, non è per nulla di familiare? E’ quanto mi è capitato a Uchisar, in Cappadocia. Quando arrivi sul suo promontorio non hai il coraggio di parlare. I tuoi occhi non ricordano di aver mai catturato quei colori. Altrove quella serenità che percepisci appena arrivi non esiste._MG_6975_MG_6901
Il suo castello che sovrasta i camini delle fate, la valle a perdita d’occhio, il battito cardiaco che si placa, la difficoltà nel trovare parole adeguate….
Nostalgia._MG_6806

Consiglio: cercate di salire in cima all’ora del tramonto. Lasciate la macchina nella piazzetta del paesino, ai piedi del promontorio, e raggiungete in pochi minuti il castello. Vale la pena pagare le poche lire turche previste per salire quassù (ci sono diversi scalini da fare e per i bambini piccoli non è proprio il massimo).

Il capodanno cinese

Oggi è un giorno particolare. Non direi certamente per il maltempo
che sta flagellando l’Italia e Roma ma perchè, dall’altra parte del mondo,
oggi è il primo giorno dell’anno 4712.
Il calendario cinese segue le fasi lunari e solari e oggi si passa
ufficialmente dall’anno del Serpente all’anno del Cavallo. Non ci ho mai capito molto ma deve essere particolare, almeno una volta, ritrovarsi tra le migliaia di lanterne rosse che colorano Pechino.

MARK RALSTON/AFP/Getty Images

MARK RALSTON/AFP/Getty Images

WANG ZHAO/AFP/Getty Images

WANG ZHAO/AFP/Getty Images

Mercati galleggianti in Thailandia

In Thailandia, come in altre aree del sud est asiatico, i mercati galleggianti
sono l’espressione di una tradizione mai persa, un simbolo, una quotidiana abitudine
che si spinge oltre il semplice acquisto di cibo. Questi mercati fluviali, seppur a volte
turistici (come il Damnoen Saduak, situato a circa 100 km da Bangkok e da poter visitare in una mezza giornata) altri meno (come il Taling Chan), sfruttano le acque calme dei canali (i cosiddetti khlong) per popolarsi di voci, odori, cibo.
Spesso quando si parla di mercati si finisce con l’immaginare le solite e ordinarie bancarelle, ma qui parliamo di mercati su barca. Nel mio viaggio in Thailandia, meno di due anni fa, ho visitato diversi mercati galleggianti. Inseguivo questo desiderio da tanto, e continuo ad inseguirlo in realtà finché un giorno non riuscirò a visitare quelli del fiume Mekong.
Ecco la panoramica del mercato di Damnoen Saduak, aperto solo di mattina.mg_0035mod2

L’eleganza, la dignità e la maestria con cui si muovono le donne sulle loro barchette è da lasciare senza fiato. L’eleganza della semplicità.
Tutto viene preparato e cucinato a bordo dei barchini, seduti, senza perdere mai l’equilibrio.mg_0077modmg_9971mod

In questi mercati, se non si cade vittima del timore igienico, è possibile mangiare di tutto: dai piatti caldi come riso, spaghetti saltati, zuppe thai, a carne e frutta freschissima.
Io proprio in Thailandia ho scoperto un frutto nuovo… e che ho amato all’istante. Il mangostano (vedi nella foto in basso a sinistra).
Esteticamente una sorta di piccola melanzana tonda ma con dentro un cuore di spicchi bianchi dolcissimi.mg_9860mod

Consiglio una visita al Taling Chan market, a Bangkok. Sicuramente più autentico di Damnoen Saduak. Basta guardarsi attorno e scoprire che la percentuale di turisti è decisamente più bassa di quella dei thailandesi. Bombole a gas ovunque, fumi, colori, bacinelle, spezie, pesce, riso, musica tipica thailandese ed enormi carpe attorno ai barchini pronti a divorare il pane lanciato dai bambini.mg_9679

Londra: come arrivare a Battersea

Ricordate la copertina dell’album Animals dei Pink Floyd?L’album in cui il gruppo gridava alle condizioni sociali  in cui versava il Paese in quel periodo. E ricordate quelle alte ciminiere di una fabbrica sorvolata da un maiale rosa?Riferimento alla canzone Pigs on the Wing, contenuta nell’album, e che caratterizzerà molti dei concerti dei Pink Floyd. Beh, quella fabbrica è reale, ha un nome: la Battersea Power Station di Londra. A chi non l’avesse mai vista da vicino consiglio di vederla. Seppur dismessa e impraticabile, la ex centrale elettrica continua ad esercitare grande fascino ed è interessante arrivarle proprio vicino, quasi ad essere risucchiati dalle sue ciminiere. Così come piacevole è andare a fotografarla dall’altro lato del Tamigi.
Come arrivare?Semplice!
Da Victoria Station (dove probabilmente sarete arrivati in metro) prendete la national railway Southern Service, direzione Caterham (il biglietto è lo stesso della metro).
Scendete alla prima fermata: Battersea park. Partendo da Victoria station vi consiglio di sedervi sul lato sinistro perchè la vista, qualora riusciate a svegliarvi presto la mattina, è impagabile se amati gli scorci industriali e forse anche un po’ spettrali.
Arrivati alla stazione, scendete le scale, uscite e girate a destra, direzione Chelsea Bridge, da cui si gode di un bel panorama. Attraversato il ponte…a voi il resto.IMG_2571IMG_2573

Mostra a Roma

Troppe volte sento criticare una città come Roma. Troppe volte sento persone che gratuitamente dicono di voler scappare da questa” invivibile città” ma che poi, alla fine, nella maggior parte dei casi, sono i primi a non andare mai via. A volte, capita anche a me di prendermela con Roma e con i suoi tanti disservizi… ma come si può, sotto sotto, non amarla?Quando poi il week-end decidi di girarla e di godere delle sue bellezze, Roma non ha eguali. E quando le sue strutture museali, come il MACRO Testaccio in questo caso, riescono ad ospitare bellissime mostre, torni a casa appagato. Se siete a Roma, o se state programmando un week-end a Roma, sappiate che lo spazio de La Pelanda, al MACRO Testaccio, fino al 4 maggio, ospita una bellissima mostra antologica del fotografo giapponese Nomachi, “Le vie del sacro”. Circa 200 fotografie dedicate alla sacralità della quotidianità di tanti popoli nel mondo, ai loro pellegrinaggi, alla loro spiritualità. I suoi viaggi, a partire dagli anni ’80, in giro per il Sahara algerino, l’India, l’Africa, le Ande e tanti altri luoghi impattanti. Un allestimento coinvolgente e originale lo definirei. Un consiglio spassionato: se potete, a 10 euro, non perdetevelo.IMG_2662 IMG_2663 IMG_2668

Tate Modern: museo e opera d’arte

Alla fine, anche la vita e’ un continuo via vai…
Questo ho pensato scattando questa foto. Uno scorcio dalle scale mobili del museo d’arte moderna e contemporanea Tate Modern di Londra. Una centrale elettrica che ha donato la sua anima all’arte.
Arrivateci con la metro fermata London Bridge (piu’ suggestivo) o Southwark. Non perdeteveloper nulla al mondo.

20140101-185828.jpg

Viaggiare e volare

In aeroporto
Circa 6 ore di volo in solitudine. Giornali, comprati. Libro, portato. iPod, carico. Coperta, presa. Cuffie x film, sotto gli occhi. Arrivo del vicino alla mia destra in trepida attesa. Tempo per dormire, il giusto. Tempo per perdermi e godere della noia, poco. Detto questo, ogni volta che sono all’aeroporto di Fiumicino mi chiedo sempre la stessa cosa: “Ma davvero c’e’ tutta questa crisi?”.

Prima del volo
Il vicino e’ arrivato con il suo zaino Gucci, abbinato alla sua valigia Gucci e alla sua pashmina blu. Gucci ovviamente.
Comunque, se viaggi con la compagnia giusta tutto e’ piu’ magico. Nel mio caso Qatar Airways. I sorrisi e la cortesia ti mettono di buonumore. Sei di loro proprieta’ secondo un lecito accordo. La tua serenita’ e il tuo benessere per quelle 6 ore dipendono da loro. Spegni il cervello e chiedi. Hai il diritto di chiedere, questa e’ la cosa piu’ appagante del mondo. Il diritto di chiedere.

Durante il volo
C’e’ qualcosa di piu’ magico del momento in cui, una volta decollati, la tua fisicita’ appartiene ad un’altra dimensione?Quella del cielo?
Non credo. Per questo ti affacci dal finestrino e sogni. Perche quei sogni, in fondo, sono della stessa natura delle nuvole.

20131215-012120.jpg

Il Marocco in 3 minuti

Per chi mi segue da tempo è semplice capire quanto il Marocco mi abbia colpita ed emozionata. Ho scritto tanto di questo Paese. Sensazioni, consigli, riflessioni. E ho anche fotografato molto questa terra.
I suoi contrasti, i suoi colori, le sue contraddizioni.
Ho visto, ascoltato, assaporato, respirato il Marocco. E’ per me quello che definisco, come in un vecchio post, un Paese sotto pelle.
In questo bellissimo video, che condivido davvero con piacere, c’è la bellezza del Marocco.

Una notte a Matera

Avete presente quei momenti, brevi, semplici, probabilmente di “trascurabile felicita’, in cui di fronte ad un panorama sentite di non dover aggiungere alcun irrisorio aggettivo?Sono a Matera per lavoro, per una notte, ma di fronte a questo spettacolo ricordo quanto valga la pena girare e amare questo paese.

Questa e’ la mia Matera serale by iphone

20131127-232702.jpg

20131127-232745.jpg

20131127-232823.jpg

20131127-232901.jpg