I musulmani e la preghiera

E’ interessante osservare i musulmani pochi istanti prima della preghiera.
La devozione, l’impegno, la fedeltà.
Per loro la preghiera (5 volte al giorno) rappresenta uno dei pilastri fondamentali su cui si fonda l’Islam. E nonostante i musulmani possano pregare in qualsiasi posto – per strada, in ufficio, in casa – nulla è più affascinante dell’osservare gli attimi che precedono quel momento importante della giornata, prima di entrare in una moschea.
Sono lì insieme, per condividere un momento che li accomuna.
E quando sei per le strade e, d’un tratto, attraverso i minareti delle città, la voce dei Muezzin richiama i fedeli alla preghiera, non puoi non rimanere paralizzato.

Istanbul, 2009

Istanbul, 2009

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Amata Siria, amata Damasco

Nizar Qabbani, siriano, considerato uno dei più grandi poeti arabi, scriveva della mia adorata Damasco: “Non so scrivere su Damasco senza che si intrecci il gelsomino sulle mie dita. Non so pronunciare il suo nome senza che sulla mia bocca si addensi il nettare dell’albicocca, del melograno, della mora e del cotogno. Non so ricordarla senza che si posino su un muretto della memoria mille colombe… e mille colombe volano.”
Io non riesco a non sentire la mancanza di questa terra e il desiderio di rivederla presto.
Questa è la Moschea degli Omayyadi durante il Ramadan nel 2011, non semplicemente un luogo di culto di Damasco, ma una delle più affascinanti moschee al mondo._MG_5326mod

La Siria che ho amato part 1

Provo un po’ di malinconia nel parlarvi di questo Paese che ho amato dal momento in cui abbiamo varcato la frontiera in macchina, dal Libano. Provo tristezza, delusione e rabbia perché siamo spettatori inermi di una strage quotidiana che imperversa in questa terra. Provo vergogna. Provo amarezza perché molte atrocità neppure arrivano qui in occidente. Provo timore di non poterla più rivedere nel suo splendore, nella sua accoglienza, nella sua semplice ed ingenua maestosità. Mi ero promessa che nel 2011 sarei tornata in questa terra, la Siria, perché 5 giorni sono stati troppo pochi per viverla come deve essere vissuta. Cosi non è stato e, forse, non sarà per diverso tempo. Ma voglio poterla ricordare e farvela vedere con lo sguardo incantato che le avevo riservato. Voglio presentarla a chi non ha mai avuto la possibilità (o forse neanche l’interesse) di visitarla. Da oggi, inizia su questo blog un piccolo viaggio in Siria!
Damasco è considerata la città più antica al mondo. E questa sua importante storia ed eredità la si percepisce in ogni piazza, in ogni strada, in ogni monumento. La città vecchia è abbracciata da mura romane che circondano alcuni gioielli che vale (valeva) davvero la pena visitare come il Souq al-Hamidiyeh, caotico e allegro, e la moschea degli Omayyadi, che si trova proprio di fronte all’uscita del bazar.
La cosa che più mi ha colpita di questa città è stata la tranquillità che si respirava, la gentilezza dei damasceni, la fierezza e la convivenza pacifica di religioni diverse.

Nel prossimo post un altro tesoro siriano: l’antica città di Palmira…
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Ma l’attualità non va mai dimenticata… per questo vi segnalo un servizio fotografico uscito su Il Post “Com’è fatto un campo profughi siriano”   http://www.ilpost.it/2012/12/12/come-fatto-un-campo-profughi-siriano/syrische-fluechtlinge-15/