Drive – R.E.M.

Una canzone che ha viaggiato insieme a me diversi anni fa.
Un pezzo orchestrale, malinconico, quasi cupo, degno di un album bellissimo dei R.E.M., Automatic for the people.
“…Nobody tells you where to go, baby”

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6 thoughts on “Drive – R.E.M.

  1. L’ha ribloggato su l'eta' della innocenzae ha commentato:
    Automatic for the People
    Si tratta di uno dei lavori del gruppo musicale originario della Georgia che ha riscosso maggior successo commerciale.

    Uscito nel 1992, a solo un anno di distanza da Out of Time e introdotto dall’enigmatico primo singolo Drive, è considerato il lavoro più intimista e riflessivo della band nonché, secondo molti, uno dei dischi che più parla della morte.

    Tra le canzoni più belle ed intense va certamente ricordata Try Not to Breathe. Parla di una persona anziana che, morente, chiede di poter cercare di non respirare perché ha vissuto una vita piena (this decision is mine, i lived a full life) e vuole che la persona a cui si rivolge ricordi i suoi occhi (and these are the eyes that I want you to remember), ricordi per lui, ricordi lui.

    Molto più leggera almeno musicalmente è The Sidewinder Sleeps Tonite, che nel titolo ricorda una canzone di decenni prima (The Lion Sleeps Tonight portata al successo negli anni ’60 da Hank Medress ed il suo gruppo The Tokens) e che in puro stile R.E.M. parla di moltissime cose, tra cui un senzatetto che riceve chiamate in una cabina.

    Altra canzone molto intensa è Everybody Hurts, fortunato singolo, che in un certo senso è complementare a Try Not to Breathe. Stipe qua si rivolge infatti a qualcuno, probabilmente un giovane, che si trova in difficoltà, estrema, al punto da pensare di non voler più vivere (When you’re sure you’ve had enough of this life) e dice, in modo diretto e senza perifrasi di tenere duro (hold on), confidarsi con gli amici, ricorda che non si è soli (everybody hurts sometimes, everybody cries. And everybody hurts sometimes).

    Sweetness Follows è una delle canzoni più intense dell’intera discografia dei quattro georgiani, centrata sulla morte dei genitori.

    Ancora morte e ricordo nella successiva Monty Got a Raw Deal, dedicata a Montgomery Clift, attore degli anni cinquanta che quando la sua omosessualità fu resa nota non riuscì a trovare più contratti.

    Dopo la rabbiosa Ignoreland, scagliata con disgusto verso l’America di Reagan e Bush padre (che nel 1992 verrà sconfitto da Clinton poco dopo l’uscita del disco) e Star Me Kitten, la triade finale è costituita da ottimi pezzi.

    Man on the Moon è dedicata ad Andy Kaufman, attore comico molto trasgressivo dei primi anni settanta, morto molto giovane, ma si dilata sino a includere molti elementi della giovinezza dei R.E.M.

    Nightswimming è forse la canzone dei R.E.M. con il testo più poetico, parla di ricordi, di come da giovani è più facile fare cose difficili e di come è bello nuotare di notte, nudi, nei laghi in estate.

    La conclusiva Find the River è un altro inno alla bellezza ed importanza di trovare ciò che si cerca, cercare ciò che si è, anche quando questo non è semplice, non è comune.

  2. Pingback: Drive – R.E.M. | l'eta' della innocenza

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