Taroudant: la scoperta

Forse l’ultima medina che mi aveva più colpita era stata quella di Fes quattro anni fa (vedi post Marocco: un paese sotto pelle).
Incastrata nel suo ritmo quasi medievale, a tratti incredibile per un occidentale, e per questo magica e indimenticabile.
Quest’anno, risalendo da Mirleft, ho visitato Taroudant, situata nella provincia del Sous.
La “piccola Marrakech”, come la definiscono, ma decisamente meno caotica, più autentica nelle vie della medina e dei suoi souk. Una città antica, se non una delle più antiche del Marocco, dalla marcata identità berbera (riscontrabile nei pezzi di artigianato locale o nella produzione di olio di argan), abbracciata da magnifiche mura d’argilla.
Una cittadina semplice, di poche pretese, con gente tranquilla e ospitale.
Oltre a visitare il souk (adoro le bancarelle di olive marocchine), se non siete facilmente impressionabili fate un salto nella conceria (Tannerie in francese), poco al di fuori del mercato. Piccola e per nulla paragonabile a quelle di Fes ma sicuramente da vedere per la sua genuinità.
E finisci con il renderti conto delle condizioni di lavoro di alcune persone già dall’odore nauseabondo che ti colpisce all’entrata.blog1BLOG4BLOG3BLOG2

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