La Siria che ho amato part 2

E dopo avervi accompagnato per le strade di Damasco, nel primo post La Siria che ho amato part 1, ci spostiamo a circa 200 km dalla città.
In un luogo che oggi (o che forse dovrei definire ieri per quello che sta accadendo in questa terra) sembra quasi un miraggio, una distesa di maestose rovine che prendono vita nel deserto, ma che durante l’Impero Romano davano vita ad una delle metropoli commerciali più importanti di questa area del mondo: Palmira. Tappa obbligatoria delle rotte che collegavano l’Oriente all’Occidente (l’Impero Romano), Palmira fu un’importante città della Siria, posta in un’oasi vicina all’Eufrate.
Ognuno di noi si è imbattuto in resti monumentali romani. Noi italiani siamo circondati da “romanità” ma, credetemi, per quanto si possa aver visto, si rimane sorpresi dall’innumerevole presenza di templi e colonne presenti in questo spazio enorme.
A Palmira è possibile girare tranquillamente e autonomamente tra resti di ogni tipo, senza la folla di turisti che caratterizza invece altri siti archeologici di questo tipo (vedi ad esempio Petra, in Giordania, di cui vi ho già parlato).

Da vedere sicuramente il teatro romano, la via colonnata e l’arco posizionato proprio alla fine di questa strada e il santuario di Bel._MG_5543-001mod_MG_5518mod_MG_5535mod

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