Petra: alla faccia dei Nabatei part 1

“Non saprai mai cos’è Petra in realtà, a meno che tu non ci venga di persona” – Lawrence D’Arabia.

Mai frase fu più adatta. Spesso ci si lascia trascinare dal cinema, dalle riviste, da internet per sognare luoghi lontani: lontani nella cultura, nella distanza geografica, nelle tradizioni e nella storia.
Eppure, a pensarci bene, la Giordania non è poi così distante dal nostro Paese. In circa 3 ore atterri all’aeroporto della capitale Amman.
Arrivare a Petra è un po’ la realizzazione di un sogno (o almeno del mio). Una città nascosta, misteriosa, un tempo città perduta, dove la mano dell’uomo (in particolare dei Nabatei che la fondarono) è riuscita a farsi spazio nella roccia.
Quando con la macchina inizi ad intravedere il villaggio di Wadi Musa, costruito vicino a Petra, quello che ti si presenta davanti è solo un confuso agglomerato di case bianche e grigie.
L’unica nota piacevole di quel panorama sono le montagne che lo circondano… e l’idea che proprio lì si nasconda una delle Nuove Sette Meraviglie del Mondo…

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2 thoughts on “Petra: alla faccia dei Nabatei part 1

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